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F1 India 2011: il circus ricorda Marco Simoncelli e Dan Wheldon. Hamilton "Tragedie che aiutano"

Domenica 30 Ottobre 2011, 08:05 in Formula 1 di

L'omaggio dei piloti della F1 a Marco Simoncelli e Dan Wheldon. Reazioni diverse tra i piloti: Hamilton cerca di guardare avanti, per Schumacher è colpa del destino...

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Prima Dan Wheldon nella Indy Car, poi Marco Simoncelli nella MotoGP. Choc e tristezza prevalgono in F1 dopo le due tragedie avvenute a distanza di una settimana l'una dall'altra.

Il circus ha voluto rendere omaggio ai due colleghi scomparsi prima della partenza del primo GP dell'India: team e piloti si sono fermati in raccoglimento per un minuto, ricordando il giovane pilota romagnolo, morto tragicamente sulla pista di Sepang domenica scorsa, e l'inglese vittima il 16 ottobre dell'incidente avvenuto a Las Vegas. "Era doveroso farlo - ha detto il team principal della Ferrari, Stefano Domenicali - un sentimento condiviso da tutte le squadre e dai piloti che si sono voluti sentire vicini alle famiglie che hanno vissuto questa tragedia".

Il 'circus' torna a interrogarsi sui rischi del mestiere ma l'amore per le corse prevale sempre sulla paura: "Le ultime due settimane sono state terribili per il mondo degli sport motoristici - dice Sebastian Vettel - Con Marco non eravamo amici intimi, ma lo conoscevo, lo avevo incontrato quest'anno. Tutti noi prendiamo dei rischi quanto ci caliamo nell'abitacolo di una monoposto oppure saliamo in sella a una moto. Amiamo ciò che facciamo e siamo felici di prendere certi rischi, ma è davvero molto scioccante vedere quanto velocemente le cose possono cambiare".

Anche per Fernando Alonso "sono stati giorni molto tristi per il nostro mondo. Ho visto l'incidente di Dan e sono rimasto scioccato per due-tre giorni. Poi Marco, stavo guardando la gara in diretta e non potevo credere che stesse nuovamente accadendo. Ovviamente questi fatti non ti influenzano quando sei alla guida. Quando abbassi la visiera, non pensi ai rischi".

Lewis Hamilton ricorda anche le scomparse di Martin Hines, il suo mentore ai tempi dei kart, e dell'ex pilota della Gp2 Christian Bakkerud: "Sono stati mesi tragici. Queste tragedie ti aiutano a guardare le cose dalla giusta prospettiva". Michael Schumacher tira in ballo il destino: "Sono stato molto colpito da ciò che è successo ai due piloti che abbiamo perso, ma sfortunatamente devo dire che questa è la vita. È qualcosa che chiamerei destino. E prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con il destino. Quando guidiamo non pensiamo ai pericoli".

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